Quel rock che “sveglia le coscienze”

Quel rock che “sveglia le coscienze”

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600 concerti per i The Sun: progetti, missione e orizzonti di una band “trasgressiva”
Intervista a Francesco Lorenzi, cantante e leader del gruppo

Un singolo in uscita a giugno con un videoclip “davvero speciale”. Il film documentario a fine luglio che andrà in onda in prima serata su TV2000. Le pubblicazioni de “La strada del Sole” che ha raggiunto 8 edizioni all’estero e relative presentazioni del libro, in particolare in alcuni stati dell’est Europa. La tournè fitta di “Cuore aperto“, che continua. Quasi 600 concerti all’attivo. Tornano a Roma dopo due anni, sabato 28 maggio a Tor Bella Monaca nella parrocchia degli Agostiniani, i The Sun, la rock band protagonista di un percorso rocambolesco dai provvidenziali esiti.

Così dalla pentecoste 2014 a San Giuseppe al Trionfale, parrocchia guanelliana del quartiere Prati, si avvera una promessa: “è tempo di uscire” si vociferava in quella sede.
Come riportato su Altrodadire, portale delle Congregazioni religiose, la band tornerà a Roma il prossimo 28 maggio. Ad attenderli sabato saranno i giovani e non solo di Tor Bella Monaca, periferia sud della città per un’avventura interiore divenuta dono per migliaia di persone intercettate a ritmo di rock. Ma se lo Spirito suscita in ogni età i suoi carismi. Qual’è il vostro? La parola a Francesco Lorenzi, leader e cantante del gruppo:
Il nostro carisma ci dona la possibilità di vivere la musica, in particolare quella rock, veicolando messaggi di fraternità, pace, riscatto, riscoperta di sè, in modo del tutto particolare, nuovo, che stupisce anche noi. Se uno si fosse messo a tavolino a studiare quel che stiamo facendo oggi non avrebbe mai potuto progettare qualcosa di così bello e provvidenziale, che si modifica e si evolve a seconda delle esigenze.

 

The-Sun-Luce-Francesco-Lorenzi

A quale urgenza rispondete?
Risvegliare le coscienze delle persone e non solo dei giovani, ma tante volte degli adulti, dei genitori, la loro essenza, preziosità, valore che questo modo di vivere che stiamo assumendo sempre di più in occidente porta a cancellare.
Come vi sta usando?
In modo sopraffino, perchè ci manda dove serve di più anche quando non vogliamo, su strade piene di luce. E’ più forte delle nostre piccole volontà.

Cosa pensi prima di salire sul palco?
Sento che sono molto fortunato, sperimento una gratitudine profondissima e salgo dopo un intenso momento di preghiera condiviso, esperienza di profonda unità.

Quali periferie geografiche ed esistenziali hai attraversato?
Tante: geografiche, per lavoro viaggiando tantissimo, realtà diverse, complesse. Le altre attraversate per mancanze o leggerezze avute nella mia vita passata.

Ci sono situazioni che ti interpellano particolarmente?
Più cresco e vivo il cammino di fede più mi sento interpellato da ciò che mi circonda. Penso che l’enciclica di Papa Francesco, la Laudato Sii, racchiuda con le tematiche che tocca quel che sento come urgente: ecologia, politica, scienza, religione, integrazione e convivenza tra i popoli. Macroargomenti che declinati in modo diverso sono tutti urgenti. Sono convinto che stiamo attraversando un momento in cui non si affronta con maturità la situazione che l’umanità sta attraversando. Manca la responsabilità adulta. Troppo poche persone hanno preso coscienza della situazione in cui versiamo.

Ci sono giovani che, per quanto vi è giunta voce, hanno iniziato un cammino di fede a partire dalla vostra musica?
Non solo ci è giunta voce ma ci scrivono direttamente e sono tantissimi: centinaia e centinaia di persone di tutte le età ci scrivono di aver preso in mano la loro vita dopo aver letto il libro, aver preso parte ad un concerto testimonianza o con uno sguardo, una stretta di mano. E lì capisci veramente la potenza dello Spirito, che sei solo un mezzo, che non è merito nostro. Prima di ogni evento, di qualunque cosa scriviamo, c’è un grande affidamento allo Spirito perchè sia lui a fare quel che più serve.

30 anni di media: maturità, vocazione, responsabilità. Cosa intravedete nelle vostre vite?
Difficile rispondere. Ci stiamo abituando così tanto alle ispirazioni che ci vengono donate che fare progetti risulta a volte “una mancanza di fede”. Chiaro che c’è una progettazione professionale, relazionale, ma sempre dipendente e seconda rispetto al progetto di Dio che ci chiede di essere attenti ogni giorno. Continuiamo quindi a sentire maturare in noi le responsabilità che abbiamo con la nostra età ed il nostro lavoro che è sempre più una missione.

Chi vi accompagna spiritualmente?
Tanti. Abbiamo la fortuna di poter dialogare ed interagire con i diversi carismi della Chiesa, donandoci una visione completa. Qualcuno a volte vorrebbe scegliessimo un’appartenenza a qualche movimento o particolare carisma. La nostra forza è proprio quella di poter contare sull’amore, l’amicizia e il sostegno di tutti. Fare nomi sarebbe riduttivo.
Autoprodotti, liberi dal “farsi un nome” a tutti i costi …
Un percorso che ci sta veramente liberando da una necessità che fa visita a tutti coloro che abitano il mondo dello spettacolo e non solo, quella voglia di essere accettati. Un percorso meraviglioso talvolta difficile, ma è un’evidenza che siamo diversi, una diversità che con pazienza paga perchè le persone quando incontrano qualcosa di vero ed autentico, quando sentono che c’è amore poi non hanno bisogno di vederti in televisione, sanno che ciò che fai è un valore.

Il tuo desiderio più grande?
Riuscire a servire il progetto di Dio e realizzare pienamente il suo disegno nella mia vita
C’è una figura della Scrittura che senti particolarmente vicina?
Tante davvero. Talvolta – fa sorridere – ma alcuni mi associano al profeta Daniele. E’ una figura molto interessante. Tutti noi possiamo riconoscerci via via in figure diverse. La Bibbia è questo: parla alle nostre vite ed esperienze a 360°.

Chi è Maria per te?
La madre per eccellenza, presente nella mia quotidianità. Ho un rapporto strettissimo non solo nella preghiera quotidiana. E’ la risposta alla grandi urgenze dell’umanità. Ci indica la strada e ci ha mostrato tutto il necessario, continuando a donarci messaggi di verità e pienezza che se seguiti portano alla vera felicità. Davvero è porta del cielo.

Qual è la tua vocazione?
Aiutare le persone a ritrovare la loro strada, semplicemente perchè nella mia vita grazie all’amore di Dio io ho ritrovato la mia, capendo che ognuno di noi può essere felice soltanto se trova la sua vocazione e non quella di un altro. Sono qui per aiutare quanti mi è dato di incontrare a ritrovare se stessi e a sentire che possono avere fiducia nei loro cuori, perchè quei cuori sono fatti da Dio.

ALETEIA/ALTRODADIRE

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