Ad Assisi con Francesco, i giovani che “il divano” se lo sognano

Ad Assisi con Francesco, i giovani che “il divano” se lo sognano

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23 km al giorno. Direzione, Porta del Cielo.
di Laura Galimberti

“Il divano? Ebbene sì, lo ammetto, sono 10 giorni che lo sogno!”. Dario, 23 anni, si “confessa”, con gli occhi pieni di futuro. Dal 25 luglio si è alzato alle 4 ed è andato a dormire a mezzanotte. E’ uno dei 30 “guastatori”, i ragazzi che preparano i luoghi in cui passano i giovani della marcia francescana, quest’anno oltre 1200, per la 36a edizione di una intuizione nata nel 1980.  Dalla Calabria, alla Campania, dall’Umbria alla Toscana e poi Piemonte, Trentino, ma anche Albania e Austria. Diversi percorsi, anche per famiglie. Per tutti una sola direzione: Assisi, Porziuncola, piccola “porta del cielo”.

23 Km di media a tappa, niente specchi, solo l’essenziale. L’accoglienza in scuole, chiese e palazzetti dello sport. Sveglia alle 5, colazione semplice. Pronti con lo zaino alle 6. Il cammino inizia con un’ora di silenzio. Alle 9 le lodi. Poi ancora la strada, tanta, spesso asfaltata, sotto il sole di agosto. I guastatori senza risparmio ripuliscono i luoghi usati, preparano i successivi, corrono ai diversi punti acqua, portano frutta, bagnano i ragazzi, cantano per rincuorarne lo sforzo, così importante per guardare attraverso il cammino la propria vita, con le sue ferite e nuclei di morte, i propri limiti, lasciarsi guarire, ritrovandone passo dopo passo senso e significato. Lo sa bene Dario, che pieno di rabbia alla marcia è arrivato lo scorso anno. “Studio giurisprudenza e la disuguaglianza mi generava disgusto e rabbia. Ho capito che la giustizia di Dio non è retributiva, che Lui non è giudice, che esiste una giustizia più grande, quella compensativa, quella del Padre che vede la tua miseria e ti da l’amore che ti manca. Per questo sono tornato quest’anno mettendomi a servizio di altri ragazzi”. La marcia si fa una volta nella vita, tra i 18 e i 33 anni. Poi come guastatore, ma c’è la lista d’attesa!

Agli arrivi, giorno dopo giorno, la festa. Interi paesi si affacciano alle finestre, scendono in campo confusi e commossi dal passaggio di tanta giovane speranza, così semplice e composta, che esplode di gioia al ritmo della musica che è danza anche interiore, alla visione di tutti quei frati e suore, veri giullari di Dio, che sembrano abitare da sempre quella movida bella che ogni genitore sogna per i propri figli. Nel pomeriggio le catechesi, la messa. Penna e fogli alla mano, tutti, per non perdere una Parola. Una giornata intera del cammino dedicata all’esame di coscienza e fiumi di confessioni con gli occhi lucidi.

 

Il 1° agosto l’arrivo a Santa Maria degli Angeli. L’ingresso, mano nella mano, dopo aver baciato la terra santa di Francesco e Chiara, nella piccola chiesa che non chiude mai le porte. Una presenza piena, preparata nel silenzio della strada percorsa, nella ricchezza delle parole ritrovate nella propria anima, sulla propria vita. In tanti hanno saputo piangere di gioia, prostrandosi sul pavimento freddo della piccola chiesa. In tanti si sono rialzati con quello sguardo diverso di chi ha gustato bellezza e verità, sperimentato nel cuore l’abbraccio di misericordia che non può che essere donato a sua volta.

In tanti attendono Francesco, come loro alla Porziuncola pellegrino e bisognoso di perdono. Ora rientrando a casa, di quella bellezza proveranno nostalgia. Lo dicono gli occhi di Clara, 27 anni, che ha scoperto un modo diverso di amare e il sorriso di Daniele, 28, che vuole giocare “da titolare” nella scuola, per condividere questa misura alta della vita. “Per questo sapranno alzarsi dal divano, non si accontenteranno di bere dalla fogna, e scarponi ai piedi, torneranno a cercare”. Parola di frate Francesco.

Foto Altrodadire

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