Pasquetta al porto. Suor Lina Guzzo, “in questo passaggio, essere segno semplice...

Pasquetta al porto. Suor Lina Guzzo, “in questo passaggio, essere segno semplice di accoglienza”

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Pasquetta al porto per Suor Lina Guzzo, Scalabriniana. Con lei tanti volontari del coordinamento ecclesiale diocesano messo a punto per fronteggiare l’emergenza sbarchi. Due tendoni sul molo di Reggio, un murales di benvenuto – recente opera di un artista francese – e tante braccia operose, molte giovani. “Dopo lo sbarco di Pasqua sono tornata lunedì per la distribuzione del pranzo. Tardava ad arrivare allora ho approfittato del tempo a disposizione per organizzare una semplice e vivace lezione di italiano, per distrarli perché potessero riempire il tempo non in preoccupazioni ma in occasioni di condivisione”.
Dei 649 arrivati alle 4 del mattino del giorno di Pasqua sulla Vos Prudence di Medicins Sans Frontiere, ne sono rimasti sul molo 93. “Le operazioni di sbarco domenica sono iniziate alle 8. Alle 7:30 avevo raggiunto il porto” spiega Suor Lina “preparato con gli altri il necessario per l’accoglienza: coperte, succhi di frutta, merende, ciabatte”. A portare conforto e accoglienza tutte le autorità: il sindaco Giuseppe Falcomatà, il vescovo Mons. Giuseppe Fiorini Morosini, rappresentanti di questura, prefettura, protezione civile. Tanti i minori non accompagnati tra i 14 e i 17 anni, 4 bambini piccoli, con le loro famiglie. “Lo sbarco si è concluso alle 14. Poi l’identificazione. Quindi in 400 sono partiti per l’ hotspot di Taranto. “Dopo le 21 è arrivata una notizia bellissima” spiega Suor Lina “una parrocchia della ionica aveva deciso di accogliere 10 minori. Grande l’emozione delle persone, giunte in macchina, che se ne sarebbero prese cura. Ho terminato la giornata alle 22, dopo aver ascoltato e parlato con questi ragazzi, imparato nomi e provenienze, augurato loro la buonanotte. Un giorno che il Signore ci ha offerto per celebrare la sua resurrezione ed essere, in questo loro passaggio, a nostra volta vita e speranza concreta, in gesti semplici di accoglienza”.

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