DON BOSCO E GLI ALTRI IMPRENDITORI SANTI DI TORINO

DON BOSCO E GLI ALTRI IMPRENDITORI SANTI DI TORINO

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Laura Curino porta in scena in prima nazionale “Sacra impresa”, uno spettacolo per celebrare gli uomini e donne che nell’Ottocento con il loro capacità di avviare nuove attività hanno dato un futuro a migliaia di persone ai margini della società.

di Albarosa Camaldo

In occasione del bicentenario della nascita di don Bosco, Laura Curino e la Compagnia Anagoor con la regia di Simone Derai portano in scena, in prima nazionale, a Torino, Santa Impresa:  uno spettacolo dedicato a don Giovanni Bosco e a Giuseppe Benedetto Cottolengo, Giuseppe Cafasso, Leonardo Faà di Bruno, Giulia di Barolo, Leonardo Murialdo, personaggi che si sono occupati di carcerati, malati, donne sfruttate, ragazze madri e che hanno costruito  strutture per accoglierli, tanto da dare vita a una  impresa tesa al “bene”, appunto “santa”, così da essere considerati “santi sociali”.

Laura Curino, durante le sue ricerche per selezionare personaggi vissuti negli anni della nascita dell’Unità d’Italia e nel periodo di trasformazione di Torino in grande città industriale, si è accorta che in  Piemonte, in cui anche lei è nata, ha trovato molti uomini dalle vite straordinarie, per cui non è stato facile sceglierne solo alcuni: «Partendo da don Bosco – spiega –  parlo di alcune persone che decidono di occuparsi dei poveri che il mondo stava nascondendo sotto il tappeto, relegandoli nelle periferie, come nel quartiere Valdocco. Don Bosco diventa l’elemento di collegamento nello spettacolo, il filo rosso che li unisce tutti. Per esempio Cafasso lavora per quasi cinquant’anni con i carcerati, offrendo il supporto alle famiglie e conforta i condannati a morte, accompagnandoli al patibolo, tanto da essere definito “il prete della forca” e incontra un giovanissimo don Bosco che sviene di fronte a questa drammatica esperienza.»

Gli eventi vengono rievocati dallo stile inconfondibile di  Laura Curino che fa rivivere fatti, luoghi e persone con la forza e la vivacità del suo racconto e che, in questo spettacolo, si avvale della collaborazione degli Anagoor che hanno realizzato video dei luoghi, convitti, ospedali,  scuole e cortili, in cui sono realmente ambientate  le vicende, in una fusione di parole e immagini.  Si percorrono così le vite di Giulia di Barolo, una donna ricchissima che sceglie di occuparsi delle donne carcerate e che incontra anche lei don Bosco, divenuto il confessore del carcere.  Prosegue la Curino: «Vengono tratteggiate anche le figure di Cottolengo che crea un luogo, la Piccola Casa della Divina Provvidenza,  in cui potevano rifugiarsi tutte le persone che nessuno voleva, i malati e i “bambini rotti”, come venivano chiamati, e Murialdo che, dopo aver lavorato negli oratori con don Bosco, crea un collegio artigianale, il Collegio Artigianelli di Torino, per insegnare un lavoro solido ai ragazzi poveri e abbandonati, quando Torino era ancora molto arretrata,  prima di scoprire la risorsa economica delle fabbriche. Infine Faà di Bruno, uno scienziato, inventore, che, creando l’Opera di Santa Zita, si occupa di tutelare il lavoro delle donne di servizio che all’epoca venivano sfruttate e spesso licenziate se diventavano ragazze madri; don Bosco appare una furia che lotta per i suoi ragazzi e non è il volto bonario che siamo abitati a vedere nelle immaginette o nei ritratti.»

L’obbiettivo di Santa Impresa è proprio far capire ai nostri giorni la portata rivoluzionaria dell’opera di tali personaggi che, al di là della loro santità, si sono concentrati sulla loro capacità imprenditoriale,  beneficiando  molti, come ha raccontato la Curino anche in altri spettacoli, per esempio parlando della famiglia Olivetti.  Conclude, infatti, Laura Curino: «In questo momento di crisi è importante trovare un modello di riferimento, Cottolengo era un outsider, don Bosco veniva osteggiato, ma non si sono scoraggiati e sono stati innovatori incredibili, uomini di fortissimo impatto, non solo perché sono diventati santi, ma perché sono riusciti in imprese “sociali” pensate per gli altri, così da realizzare istituzioni e opere impensabili nella  loro epoca».

Dove e quando

SANTA IMPRESA, progetto di Laura Curino e Anagoor. Con Laura Curino. Regia di Simone Derai. Scene di Anagoor. Luci di Lucio Diana. Costumi di Serena Bussolaro. Musiche di Mauro Martinuz. Produzione Fondazione del Teatro Stabile di Torino. Al Teatro Gobetti di Torino, dal 19 maggio al 7 giugno 2015. Teatro Gobetti – via Rossini 8, Torino, tel. 011 5169555 – Numero verde 800235333, www.teatrostabiletorino.it

FONTE – FAMIGLIA CRISTIANA

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