Crowd4Africa: dai tappi di plastica alle protesi per arti con stampanti 3D

Crowd4Africa: dai tappi di plastica alle protesi per arti con stampanti 3D

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Istituto Massimo, Roma: Crowd4Africa è l’iniziativa di 16 studenti dai 15 ai 17 anni supportati da un team di 20 professionisti volontari provenienti dal mondo dell’industria, dell‘università, della scuola, della sanità e del terzo settore.

“Obiettivo del progetto” sottolinea P. Giovanni La Manna, rettore dell’Istituto promosso dai Gesuiti, “è l’invio a due Ospedali Africani, quello di Lacor in Uganda e gli ambulatori di Kenge in Congo, di un sistema composto da stampanti 3D, tritatori, estrusori e computer”.

Messo a punto negli scorsi mesi, consente di trasformare tappi e contenitori di plastica in pezzi di ricambio essenziali e in protesi: i tappi infatti vengono triturati, dalla poltiglia viene estruso il filo di plastica, si sceglie il disegno dell’oggetto da stampare e lo si stampa con la stampante 3D.

Per questo nel backstage dell’iniziativa in altri 69, questa volta dagli 8 ai 15 anni insieme a 40 genitori, sono impegnati nel corso gratuito “Making 3D Printers”, per la progettazione in 3D e la costruzione di una personale stampante tridimensionale.

Uno studio solidale che individua “una soluzione possibile per abbattere i costi crescenti dell’invio degli aiuti umanitari in Africa e quelli di produzione delle stesse protesi, che con l’aiuto delle stampanti 3D vengono ridotti fino a 100 volte”.

Venerdì 4 marzo alle 8:30 presso l’Auditorium dell’Istituto, la presentazione del progetto, con un collegamento in diretta con le realtà africane coinvolte. (L.G.)

 

http://crowd4africa.org/

 

 

 

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