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Rai Cinema: “Ho amici in paradiso”. 8 disabili tra i protagonisti. In sala ad ottobre

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Le riprese all’Opera don Guanella, per la regia di Fabrizio Maria Cortese. Il ministro Lorenzin: «Una provocazione per rieducarci al confronto con la differenza»

«Un progetto coraggioso», per il segretario generale Cei Nunzio Galantino. «Un colpo di genio» per il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. È il film Ho amici in Paradiso, presentato ieri, mercoledì 3 maggio, al Centro di riabilitazione dell’Opera don Guanella di Roma in occasione della conferenza stampa su Cinema e disabilità, promossa per l’avvio delle riprese. Produzione Golden Hours con il contributo di Rai Cinema, la pellicola ha tra i protagonisti 8 attori disabili, ospiti del centro: Salvatore e Marcello, con gigantismo ipofisario, Carmelina, sindrome di down, Michele con disabilità mentale, Giacomo con morbo di Pot, l’ossessivo compulsivo Fabrizio, Nicola paraplegico e Roberto, con epilessia.

All’origine del progetto, «un incidente in cui rimane gravemente lesionato mio fratello», spiega una delle attrici, Emanuela Garuccio. La disperazione. L’ingresso al don Guanella. Nel dolore, la quotidiana cura e premura di operatori, volontari, medici. Il bisogno di cercare una via nella preghiera, quotidiana. Poi l’idea del compagno, il regista Fabrizio Maria Cortese: «Ee se raccontassimo questo pezzetto di Paradiso?». Per il direttore del Centro don Pino Venerito è «l’iniziativa giusta per il centenario di San Luigi Guanella: ricordare un uomo speciale attraverso lo spaccato di vita di questo centro che come i tanti nel mondo – 31 per minori in situazione di disagio, 24 scuole, 17 case per anziani, 31 per disabili mentali, 58 tra parrocchie e santuari, 6 centri per le nuove povertà – è testimonianza viva di lui, della passione che lo animava e anima ancora oggi la sua grande famiglia».

Un modo per mostrare «la bellezza della reciprocità nelle relazioni umane: che le persone con disabilità non sono scarti ma risorse, che si può sperimentare ora quella fraternità piena che ci attende in paradiso». Non un mondo ovattato ma reale, con i suoi aspetti di fragilità e complicità che il film riprende in una commedia agrodolce che fa «riflettere ridendo e ridere riflettendo». I disabili un tempo «venivano trattati alla stregua della pornografia, occultati, abbandonati o ghettizzati», ha sottolineato Galantino; «modalità su cui si è inserita con pervicacia la presenza di uomini e donne, quasi sempre religiosi, che hanno avviato il lungo percorso che ha portato oggi a riconoscere loro piena dignità. Qui si va oltre: le periferie si mettono al centro, per imparare a vivere ed abitare la storia».

«Una provocazione per rieducarci al confronto con la differenza», ha aggiunto il ministro Lorenzin, rimarcando il necessario lavoro culturale che deve affiancare quello tecnico. In campo Rai Cinema con Paolo Del Brocco, amministratore delegato, per «aiutare a capire la ricchezza morale che abita le persone poco efficienti e fuori dai canoni estetici televisivi e pubblicitari a cui siamo abituati», e Lidia Ravera, assessore alla Cultura della Regione Lazio, grata per la «preziosa narrazione dell’accoglienza che invita a fare posto, ridisegnando confini». «La disabilità intellettiva non è una patalogia ma una condizione di neurodiversità», ha ricordato in conclusione Simonetta Magari, direttrice sanitaria del centro. «Nei nostri ragazzi? Tanta bellezza». Rocco, tra i protagonisti, sorride. Oggi si sente «un capocannoniere». Lo attendono 6 settimane di ripresa, compresi esterni nel Salento. Il film sarà nelle sale a ottobre. (Laura Galimberti)

FONTE – ROMASETTE.IT

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