No ai quartieri a luci rosse, non tutelano le schiave del sesso....

No ai quartieri a luci rosse, non tutelano le schiave del sesso. Come le recupero

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di Marco Guerra

“La prostituzione è un male e va fatto qualsiasi sforzo per debellarlo”. Intervistata daIntelligonewssul progetto delle strade a ‘luci rosse’ all’Eur, Suor Eugenia Bonetti,responsabile dell’ufficio “Tratta donne e minori” dell’Unione delle Superiore Maggiori d’Italia (Usmi), pone l’accento sulla necessità di stroncare il racket che sfrutta migliaia di schiave del sesso. La religiosa, che coordina oltre cento Centri di soccorso alle prostitute, chiede una maggiore attenzione delle istituzioni per sconfiggere alla radice questa piaga “che distrugge chi vende e chi compra”.

 L’amministrazione municipale dell’Eur sta per mettere a punto un progetto di zone dove sarà tollerata la prostituzione di strada, con l’obiettivo di ridurre il degrado e proteggere le prostitute. Lei è d’accordo?

«Completamente falso. Il male quando è male, qualsiasi male, fisico, sociale e morale non si risolve e cura con palliativi, ma si va alla radice per trovare le cause e affrontarle con determinazione e coraggio, dicendo la verità e chiamando i problemi con il proprio nome».

Secondo lei lo Stato deve regolamentare questa attività oppure deve contrastarla con ogni mezzo?

«Certamente se riconosciamo che la prostituzione è un male morale e sociale perché distrugge la dignità e la vita sia di chi vende come di chi compra, si deve mettere in atto ogni sforzo per debellare questa piaga sociale come conviene ad una società cosiddetta civile per combattere con ogni mezzo qualsiasi male: epidemie, criminalità organizzata, violenza, corruzione…».

Con la sua associazione sarebbe pronta a partecipare ad un eventuale progetto di assistenza di queste prostitute all’Eur?

«Lo stiamo facendo da oltre venti anni accogliendo e recuperando nelle nostre comunità di accoglienza (un centinaio in tutta Italia), dove sono passate e dove sono state aiutate oltre 6000 vittime del racket e dei consumatori. Queste donne vittime di tratta per lo sfruttamento della prostituzione sono quasi tutte straniere, bisognose di protezione e legalità».

In base alla sua esperienza quante di queste ragazze sono sfruttate dal racket della prostituzione? E quante chiedono aiuto a strutture civili e religiose?

«Almeno il 90 per cento in varie forme sono vittime del racket che le assoggetta con varie forme di coercizione e tra queste una delle più terribili è quella dei riti woodo per le nigeriane. Queste forme esercitano una violenza psicologica fortissima su donne vulnerabili e senza sostegni familiari. La nostra presenza di operatori sia sulle strade come nei Centri di ascolto e in tante altre realtà dove le donne possono rivolgersi, sono di grande importanza per cercare un aiuto in particolari situazioni. Lo stesso numero verde 800 290 290 è stato per tanti anni di grande aiuto alle vittime».

Qual è il percorso migliore per portare via dalla strada queste ragazze? 

«Non c’è un percorso particolare o privilegiato. Siamo sempre pronte ad offrire una mano nella necessità, mentre il percorso migliore sarebbe di bloccare la richiesta e riconoscere in queste giovani donne non merce da usare e buttare, bensì creature create ad immagine di Dio».

FONTE – INTELLIGONEWS

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