Io ci sto: dal 26 luglio al 6 settembre, in 245 accanto...

Io ci sto: dal 26 luglio al 6 settembre, in 245 accanto ai lavoratori stagionali nel Foggiano

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di Laura Galimberti

Stare accanto, condividere: hanno risposto per l’8a edizione di “Io ci sto fra i migranti” in 245. Giovani, adulti, provenienti da associazioni, parrocchie, gruppi scout, da Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia, Campania, Lazio, Puglia, Sicilia, Campania e anche dalla Francia. Con turni settimanali saranno nel grand ghetto ai piedi di Rignano accanto ai lavoratori stagionali per momenti di incontro e servizio: dai corsi di italiano, al presentare il funzionamento delle istituzioni e dei servizi del terzo settore, ai diritti e doveri della costituzione italiana ed internazionale; ancora ciclofficina, laboratorio musicale multietnico, esplorazione del territorio, animazione di “radio Ghetto”, una street radio per dare voce a chi non ce l’ha.

Ma soprattutto sguardi aperti e sorrisi. “In tutta la Capitanata – spiega P. Arcangelo Maira, scalabriniano, responsabile dell’iniziativa – tra luglio e ottobre arrivano dalle 4 alle 6 mila persone per il lavoro stagionale agricolo. Nel ghetto di Rignano, dove siamo noi saranno 1800/1900. Provengono dall’Africa occidentale francofona: Camerun, Senegal, Mali, Burkina Faso. Poi ancora Guinea Conakry, Guinea Bissau, Togo. A questi si aggiungono gli altri che risiedono nella ex pista dell’aeroporto militare di Borgo Mezzanone, circa 450 che vengono invece da Costa d’Avorio, Somalia, Nigeria, Ghana. Poi un gruppo di 300 bulgari che risiede in piccole case isolate”.

Pagati a cottimo: “come vieta la legge” sottolinea P. Arcangelo “3 euro e 50 a cassone, e a volte anche meno, ovvero circa un’ora di lavoro. Ci sono giornate nelle quali si lavora 4-5 ore e in agosto anche fino a 14. I primi sfruttatori? Le aziende agricole. Dovrebbero pagare 8 euro l’ora per massimo 6,5 ore al giorno, stipulare un valido contratto e versare i contributi sociali . E poi c’è il caporalato, che a volte li priva anche di quel poco che guadagnano”.

Chi partecipa a questa iniziativa – spiegano gli organizzatori di Io ci sto – sceglie di impegnarsi concretamente per abbattere le ingiustizie e le disuguaglianze, i pregiudizi, la riduzione a schiavitù. L’esperienza concreta favorisce la sensibilizzazione ai temi dell’immigrazione e crea occasioni di incontro e comprensione verso fenomeni ben più complessi di quelli raccontati sinteticamente, e a volte erroneamente, in TV”.

Tra le attività proposte la vita di gruppo, con la possibilità di conoscere giovani provenienti da diverse parti di Italia e del Mondo; la formazione, con condivisione del proprio vissuto e approfondimento di tematiche relative all’immigrazione, dagli aspetti del fenomeno migratorio ieri e oggi, alla lettura storica, spirituale, sociale ed ecclesiologica attraverso la Bibbia e gli insegnamenti di Scalabrini, alle associazioni, enti e istituzioni al servizio dei migranti. Ancora la dottrina sociale della Chiesa, le migrazioni nella Capitanata e il sistema feudale del caporalato nell’agricoltura, la tratta di essere umani, le seconde generazioni. Infine il servizio ai migranti, cuore dell’esperienza.

La sede del campo è Borgo Mezzanone, una frazione di Manfredonia, vicino Foggia. “Saremo ospiti negli spazi resi disponibili dalla comunità parrocchiale”. Si dorme su materassini a terra. La giornata tipo prevede la messa alle 7:30, per chi lo desidera. Poi colazione e formazione. Quindi nel pomeriggio servizio ai migranti, raggiungendoli lì dove sono. “In pista mettiamo una tenda della protezione civile e una semplice rete ombreggiante. Al ghetto – spiega P. Arcangelo – siamo sotto gli ulivi, portando sedie e tavoli di plastica”.

Io ci sto con bimbi

Esperienza dirompente per tanti: “un giovane, con forti pregiudizi sui migranti è stato accompagnato qui dalla ragazza. Non ti chiedo di cambiare idea – gli aveva detto lei – ma di confrontarti con questa opportunità. Dopo una settimana è ripartito profondamente colpito, perché l’incontro e l’ascolto delle esperienze vere dell’altro abbattono ogni muro. Poi ci sono giovani che hanno cambiato indirizzo di studio, orientandosi al sociale. Altri ancora che hanno riportato questa esperienza nel loro territorio”. Tra I volontari fissi, i ragazzi del seminario interregionale di Posillipo. “Per loro l’esperienza è inserita nel percorso formativo”.

www.iocisto.org

 

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